L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER LAVORARE
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AI PER PSICOLOGI 

CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER PSICOLOGI 
10 - ECM - 

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Docente e responsabile scientifico: Professor Giuseppe Sartori. Emerito di Neuropsicologia Forense e di Neuroscienze Forensi. Studioso Senior dello Studium Patavinum. Università degli Studi di Padova
Visiting Professor Scuola Alti Studi IMT Lucca. Ordinario della Classe di Scienze della Accademia Olimpica.

Codocente: Demetrio Macheda, CUI.

Destinatari: psicologi, psichiatri, psicoterapeuti, neuropsicologi, professionisti della salute mentale e studenti avanzati. Ma anche psicologi del lavoro che lavorano nel settore delle Risorse Umane delle organizzazioni
L’Intelligenza Artificiale (IA) sta trasformando rapidamente la pratica clinica, la ricerca, la psicodiagnostica e la comunicazione con i pazienti. Questo corso è progettato specificamente per psicologi e psichiatri, mettendo in relazione i concetti di IA con la psicologia cognitiva, il ragionamento clinico e il lavoro quotidiano. Non si tratta solo di “imparare a usare ChatGPT”: l’obiettivo è comprendere come funzionano i modelli moderni, come si collegano ai processi cognitivi umani e come utilizzarli in modo etico, competente e sotto il controllo del professionista.
Modalità: a distanza con docenza (piattaforma Zoom)

Piattaforma del Centro Universitario Internazionale: www.mybesc-moodlecloud.com
Corso: Intelligenza artificiale per psicologi - 10 ECM - Graduate Campus. Registrazioni delle lezioni e altri documenti risponibili per 12 mesi.

Cosa imparerai
  • Comprendere le radici storiche e cognitive dell’IA e il contributo della psicologia.
  • Spiegare in modo semplice il funzionamento dei Large Language Model (LLM) e dell’architettura Transformer.
  • Discutere criticamente se gli LLM siano “pappagalli stocastici” o modelli utili della cognizione umana.
  • Integrare strumenti di IA nel lavoro clinico, psicodiagnostico, documentale e di ricerca.
  • Considerare l'opportunità di impiegare questionari validati in ambito lavorativo: il caso Originalskills.
  • Riconoscere i limiti etici, legali e professionali dell’uso della GenAI in ambito psicologico e psichiatrico.
​ Strumenti didattici:
  • Lezioni videoregistrate, dimostrazioni guidate di strumenti, esercitazioni pratiche, risorse esterne (video, articoli, link, paper).
ECM: Gli psicologi si dovranno concludere le operazioni ECM entro il 31 dicembre 2025 (triennio -23-25).

Struttura del corso
Il corso è organizzato in tre moduli, erogato come percorso completo o adattabile alle esigenze dell’ente o istituzione che promuove per il personale di Studio.

Modulo I – Nascita, evoluzione e fondamenti cognitivi dell’AI. I modelli LLM.
Modulo dedicato alle radici storiche e teoriche dell’IA, con particolare attenzione al ruolo della psicologia nel suo sviluppo.

1. I contributi della psicologia alle origini dell’IA
  • Il ruolo della psicologia cognitiva nelle prime fasi di sviluppo: apprendimento, ragionamento, percezione.
  • I modelli pionieristici di McCulloch e Pitts e l’ispirazione dal funzionamento cerebrale.
  • L’influenza di Donald Hebb e il concetto di apprendimento associativo (Hebbian learning).
  • Il Perceptron di Rosenblatt come prima simulazione della percezione visiva.
  • Il Test di Turing come approccio psicologico alla valutazione dell’intelligenza artificiale.
2. Le tappe di sviluppo e i grandi cambiamenti
  • Dalla logica simbolica ai sistemi esperti.
  • Il fenomeno degli “AI winter” e le loro cause.
  • L’introduzione delle reti neurali artificiali e il ruolo del connessionismo (PDP Group).
  • L’avvento del Deep Learning e la rivoluzione nelle prestazioni dell’IA.
  • Il ruolo della potenza di calcolo (GPU) e dei big data.
3. Il connessionismo e il dibattito psicologico
  • Definizione di connessionismo: reti neurali come modello della mente, elaborazione parallela, apprendimento adattivo.
  • Le principali critiche dei teorici modulari/simbolici (es. Fodor e Pylyshyn).
  • Confronto tra psicolinguistica chomskiana e modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) sul tema della generatività.
  • Sistemi specializzati per la visione artificiale e applicazioni, ad esempio nella diagnostica medica.

Approfondimento sui modelli di Large Language Model (LLM) e simulazione cognitiva.
4. Anatomia degli LLM e architettura Transformer
  • Definizione di LLM e apprendimento autoregressivo.
  • L’importanza dei Transformer e del meccanismo di self-attention.
  • Come le reti neurali usano gli embedding (rappresentazioni vettoriali) per trattare il linguaggio.
  • Il ruolo di ChatGPT e dei modelli GPT nello sviluppo recente dell’IA.
5. Addestramento e generazione del linguaggio
  • Le fasi di addestramento: pre-training e fine-tuning.
  • Il Reinforcement Learning with Human Feedback (RLHF).
  • La generazione del testo come previsione probabilistica del token/parola successiva.
  • Le scaling law: come dimensione del modello e dati influenzano le prestazioni e le capacità emergenti.
6. LLM: simulazione e limiti della cognizione umana
  • Il dibattito: LLM come “pappagalli stocastici” o modelli utili della cognizione?
  • Simulazione del Sistema 1 (associativo, rapido) e del Sistema 2 (ragionamento complesso).
  • L’N400 come evidenza neuroscientifica della predittività del linguaggio negli umani e i paralleli con i modelli predittivi.
  • Allucinazioni/confabulazioni: cause, tipologie e confronto con falsi ricordi umani.
  • Caratteristiche emergenti: ragionamento analogico, problem solving, abilità non esplicitamente programmate.
7 Modelli avanzati e capacità di ragionamento
  • Foundation Model (es. GPT-4o, Grok 3, DeepSeek R1).
  • LLM multimodali (testo, immagini, audio) e relative applicazioni.
  • Large Reasoning Model (LRM) e strategie di Chain-of-Thought (CoT).
  • Ragionamento causale e controfattuale negli LRM.

Risultati di apprendimento – Modulo I. I partecipanti sapranno:
  • descrivere le tappe storiche dell’IA, spiegare le basi del connessionismo e collocare l’IA contemporanea nel dibattito sulla mente.
  • spiegare il funzionamento di LLM e Transformer, discuterne la plausibilità cognitiva e riconoscerne limiti e punti di forza nei compiti di ragionamento.

Modulo II – Applicazioni pratiche.
Modulo operativo sull’integrazione pratica dell’IA nel lavoro di psicologi e psichiatri.

1. L’IA come strumento clinico e diagnostico
  • Scelta del modello per la clinica: modelli “a memoria” vs modelli con fonti esterne (Perplexity, ChatGPT con strumenti).
  • Prompt engineering per clinici: definizione di ruolo, contesto, istruzioni, esempi.
  • Applicazioni in psicodiagnostica: supporto all’interpretazione di test complessi (es. PAI) e batterie neuropsicologiche.
  • Identificazione della simulazione in psicometria clinica con l’aiuto dell’IA.
  • Supporto a trascrizione e documentazione clinica (Whisper, TurboScribe e strumenti analoghi).
  • Formulazione di ipotesi diagnostiche a partire da trascrizioni di colloqui clinici (con chiari limiti deontologici).
2. Agenti conversazionali e supporto terapeutico
  • Esempi di chatbot terapeutici (Woebot, Wysa, Therabot) e loro efficacia nel supporto a ansia e depressione.
  • Accuratezza e limiti del colloquio clinico guidato da chatbot rispetto alle competenze umane (es. AMIE).
3. IA per la ricerca scientifica e la letteratura
  • Strumenti per revisione della letteratura e panoramica scientifica (Elicit, Litmaps, ResearchRabbit).
  • Uso di Consensus per valutare il grado di accordo scientifico su un quesito.
  • Analisi di grandi quantità di documenti clinici, scientifici o legali con NotebookLM e strumenti simili.
  • App di Deep Research (OpenAI, Perplexity, Grok 3) per produrre report strutturati e identificare research gap.
  • Analisi critica di bozze di articoli scientifici e relazioni peritali.
  • Creazione di mappe concettuali/mindmap da documenti complessi.
4. Esempi di applicazione dell'AI nella creazione di immagini e video. Suscitare emozioni tramite l'applicazione di regole derivate dalle neuroscienze.

Risultati di apprendimento – Modulo II. I partecipanti sapranno:
  • Usare l’IA per velocizzare diagnosi, documentazione clinica e interpretazione di test, senza sostituire il giudizio del professionista.
  • Conoscere punti di forza e limiti di chatbot terapeutici e strumenti conversazionali a supporto di ansia/depressione e del follow-up.
  • Sfruttare l’IA per ricerca e scrittura scientifica: revisione della letteratura, analisi di grandi testi, report strutturati e mappe concettuali.
  • Individuare modalità ottimali di trasmissione di concetti tramite immagini generate dall'AI

Modulo III. Applicazioni in ambito organizzativo e normative sull'AI. Etica e uso dell'AI .

Modulo di applicazione dell'AI per psicologi che operano in ambito organizzativo. Sarà dato spazio alla normativa in essere e all'etica dell'uso dei dati.

1. Applicazione AI nell'ambito delle Risorse Umane.
  • Come integrare l’AI nei processi aziendali per migliorare efficienza e innovazione.
  • Automazione con AI: prompt engineering e ottimizzazione del lavoro nelle risorse umane.
  • Costruire un piano di implementazione dell’AI nella tua impresa.
  • Caso: come impiegare i prompt di Originalskills nelle Human Resources
2. Etica, autonomia e uso responsabile della IA
  • Rischi di comportamenti autonomi e ingannevoli (IA che bara nei giochi, alignment faking).
  • Criteri di Artificial General Intelligence (AGI) e superintelligenza.
  • Autodeterminazione e “personalità” degli LLM: implicazioni filosofiche, cliniche e giuridiche.
  • Linee guida per l’uso responsabile della GenAI: verifica degli output, gestione delle allucinazioni, proprietà intellettuale, IA come “assistente junior”.
  • Come restare aggiornati: X, arXiv, blog specialistici, newsletter.

Risultati di apprendimento – Modulo III: i partecipanti sapranno integrare l’IA nella pratica clinica e nella ricerca, progettare flussi di lavoro che valorizzano la competenza umana e applicare criteri chiari di uso responsabile.
Certificazione

I partecipanti che completano il corso riceveranno un Attestato di Partecipazione e crediti ECM nella misura prevista dall’ente organizzatore edizione per edizione.

N.B. Il programma può essere personalizzato per ordini professionali, scuole di specializzazione, servizi pubblici e privati, centri di ricerca e studi associati. 
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